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La storia

Intervista a GianMaria Cattafesta, giovane imprenditore in un settore "storico" come quello della mascalcia

Incontriamo nel suo ufficio Gianmaria Cattafesta anni 41, laurea in architettura, figlio d´arte.
La sua famiglia è da tre generazioni un punto di riferimento nel mondo della mascalcia.

Dall’età di 16 anni, durante il liceo artistico, fino ai 35 anni sei sempre stato guidato dall’attento nonno Mario Cattafesta. È proprio il nonno a trasmetterti la passione per questo mestiere, come ha insegnato anche a tuo padre, il maestro Vasco Cattafesta. Laureato nel 96, subito dopo 19 giorni ti sei sposato con Beatrice e continui a fare il maniscalco con la laurea in architettura.
A 27 anni diventi papà di Matteo che oggi ha 13 anni ma nel 99 ti allontani dalla mascalcia per fare l’architetto a tempo pieno. Il richiamo della mascalcia è forte e dopo 3 anni torni nel mondo dell’equitazione ma come imprenditore con l’aiuto di mamma Giusy. Il conflitto tra architettura e mascalcia, cosa ti ha spinto a lasciare?

Il desiderio di poter lavorare al di fuori del contesto familiare, di mettermi alla prova. Con una laurea in architettura, la scelta inevitabile era mettermi “in gioco” in questo settore. Quindi l’edilizia è stato il mio primo e vero lavoro che mi ha permesso di crescere, di formarmi anche grazie alla collaborazione con importanti studi di architettura e grandi imprese edili.

Il ritorno alla mascalcia dopo 3 anni, perché?

La decisione in verità non è stata totalmente mia ma una serie di circostanze mi hanno portato a valutare la possibilità di rilevare l’attività del nonno. Ovviamente non come maniscalco, in quanto lui era veramente molto bravo e si sa che le capacità non si possono rilevare, ma nel lontano 78 il nonno con mio papà avevano iniziato a produrre ferri da galoppo, una attività mai decollata per una serie di fattori, ma principalmente per la poca disponibilità di tempo. Ed ecco la mia scommessa, quella di rilevare questa attività e di dimostrare a nonno e papà che l’idea era giusta ma che occorreva gestirla con più attenzione e dedizione. Mi sentivo pronto per questa nuova scommessa, proprio grazie all’esperienza maturata nei tre anni di edilizia a contatto con abili imprenditori, in particolare, ricordo con affetto il mio capo Massimo Gaboardi che, anche se con lui sono stato solo 3 anni, mi ha trasmesso insegnamenti preziosi, in particolare mi ha insegnato a non aver paura di affrontare nuove sfide.

GianMaria Cattafesta
GianMaria Cattafesta nel suo ufficio
STand Cattafesta
Lo stand di Cattafesta & C. a Fieracavalli 2011

Il ritorno alla mascalcia dopo 3 anni, perché?

La decisione in verità non è stata totalmente mia ma una serie di circostanze mi hanno portato a valutare la possibilità di rilevare l’attività del nonno. Ovviamente non come maniscalco, in quanto lui era veramente molto bravo e si sa che le capacità non si possono rilevare, ma nel lontano 78 il nonno con mio papà avevano iniziato a produrre ferri da galoppo, una attività mai decollata per una serie di fattori, ma principalmente per la poca disponibilità di tempo. Ed ecco la mia scommessa, quella di rilevare questa attività e di dimostrare a nonno e papà che l’idea era giusta ma che occorreva gestirla con più attenzione e dedizione. Mi sentivo pronto per questa nuova scommessa, proprio grazie all’esperienza maturata nei tre anni di edilizia a contatto con abili imprenditori, in particolare, ricordo con affetto il mio capo Massimo Gaboardi che, anche se con lui sono stato solo 3 anni, mi ha trasmesso insegnamenti preziosi, in particolare mi ha insegnato a non aver paura di affrontare nuove sfide.

Il ritorno alla mascalcia dopo 3 anni, perché?

La decisione in verità non è stata totalmente mia ma una serie di circostanze mi hanno portato a valutare la possibilità di rilevare l’attività del nonno. Ovviamente non come maniscalco, in quanto lui era veramente molto bravo e si sa che le capacità non si possono rilevare, ma nel lontano 78 il nonno con mio papà avevano iniziato a produrre ferri da galoppo, una attività mai decollata per una serie di fattori, ma principalmente per la poca disponibilità di tempo. Ed ecco la mia scommessa, quella di rilevare questa attività e di dimostrare a nonno e papà che l’idea era giusta ma che occorreva gestirla con più attenzione e dedizione. Mi sentivo pronto per questa nuova scommessa, proprio grazie all’esperienza maturata nei tre anni di edilizia a contatto con abili imprenditori, in particolare, ricordo con affetto il mio capo Massimo Gaboardi che, anche se con lui sono stato solo 3 anni, mi ha trasmesso insegnamenti preziosi, in particolare mi ha insegnato a non aver paura di affrontare nuove sfide.

Quindi nel 2002 diventi un imprenditore di una nuova azienda che chiamerai CATTAFESTA & C.

Sì in quell’anno metto tutto me stesso nello studio e nella progettazione della nuova linea di ferri a marchio Cattafesta, disegno nuovi stampi, sposto la sede da Mantova e Settimo Milanese in un nuovo capannone e inizio anche a commercializzare articoli per maniscalchi. L’attività è cresciuta e a oggi conto oltre 1000 articoli dedicati a questo settore.

Quest’anno La CATTAFESTA & C compie 10 anni, è una giovane azienda, forse la più giovane del settore, come vivi il confronto con i tuoi competitors?

10 anni possono sembrare pochi ma se vissuti intensamente e in modo molto attivo non sono poi così pochi. Soprattutto oggi dove tutto si muove con una velocità sorprendente e tu questo lo sai molto bene in quanto vivendo il mondo di internet, sai perfettamente quanto è indispensabile essere attenti ai cambiamenti e veloci nell’accettarli. Sono molto attento a tutto ciò che è innovativo e di qualità e presto molta attenzione a tutto ciò che il mercato chiede. Il cliente è il fulcro della nostra attenzione e la sua soddisfazione e per noi la nostra massima gratificazione. La mascalcia è un’arte complessa che a volte presenta veri e propri grattacapi, è qui che noi, forti dell’esperienza di 3 generazioni, cerchiamo di dare il massimo contributo alla risoluzione di alcuni problemi, creando anche sinergie tra i più esperti del settore.

La formazione è un tuo pallino.

Credo che la formazione sia alla base di tutto, organizziamo annualmente corsi di formazione e di perfezionamento per i maniscalchi totalmente gratuiti in collaborazione anche con altre aziende, prestando particolare attenzione non solo alla qualità formativa e di prodotto ma anche alla location. Ad esempio l’ultimo convegno che abbiamo organizzato in collaborazione con una ditta francese l’abbiamo tenuto in una bellissima chiesa sconsacrata del 1400 in un centro ippico a Bellinzago Novarese.

Sono sempre molte le persone interessate a questi appuntamenti?

Si sempre di più, sempre più giovani maniscalchi seguono questi corsi, sono molto assetati di sapere e hanno tanta voglia di crescere professionalmente, di confrontarsi e apprendere il più velocemente tutte quelle metodologie necessarie alla loro crescita. Tutto questo fa onore alle nuove generazioni.

Investi molto in immagine, sei un architetto e non potevi altrimenti, credi molto nella comunicazione?

Sono molto attento a tutto ciò che riguarda l’immagine dell’azienda CATTAFESTA dallo studio del logo alle presentazioni cartacee, dalle fiere al sito internet che tra l’altro è appena stato rinnovato nella vesta grafica e nei contenuti. Ritengo di essere stato il primo a realizzare in Italia un sito di e-commerce dedicato interamente alla mascalcia. Il sito Internet è stata la mia priorità sin dall’inizio e oggi posso ritenermi molto soddisfatto dei risultati ottenuti.

Restiamo sul pezzo “comunicazione”, dove e come investi...

Internet è la mia priorità e Il Portale del Cavallo è il mio sito di riferimento non solo come piattaforma web su cui propormi ma anche come partner a 360 gradi sui tutti i mie progetti pubblicitari.

Sei stato a Verona com’è andata?

Sicuramente Verona è stata un’ottima scelta, ho investito molto e i risultati non si sono fatti attendere. Sempre in collaborazione con voi ho realizzato un bellissimo stand, ho partecipato ai work shop durante il convegno di Podologia equina e Oscar della mascalcia e ho sostenuto le due gare che hanno visto confrontarsi 40 maniscalchi eccellenti.

Su Verona... suggerimenti?

Questa è la quarta fiera che faccio a Verona. Ha tutto senso, il villaggio dedicato a questa nicchia dell’equitazione, il convegno di mascalcia e podologia equina, che dovrebbe diventare sempre più ricco e con più formazione. Il tutto al riparo dall’acqua purtroppo a Fieracavalli spesso piove e fare queste attività all’aperto richiede una degna copertura.

Obiettivi futuri?

Vorrei poter mantenere il trend di crescita che ho avuto in questi primi 10 anni, anche se mi rendo conto che è una sfida molto ardua per ovvi motivi di numeri e di congiunture economiche difficili. La ricerca costate di novità in Italia e all’estero ci permetterà di poter crescere e dare sempre più valore aggiunto ai nostri prodotti e servizi. Investiremo molto nei giovani e nella loro formazione e saremo sempre partner di tutto ciò che organizzerà il Portale che è sempre attento a creare eventi di qualità a Verona o altrove.

Intervista realizzata dal Portale del Cavallo nel Giugno 2012